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Antico pane sardo, legato alla pastorizia, che teneva gli
uomini lontano da casa anche per mesi, al seguito delle greggi. Da ciò si evince
l'esigenza di un pane fatto per durare molto a lungo, diversi mesi appunto. La
vita quotidiana, così strutturata, ha fatto sì che il pane carasau fosse abilità
delle mani di donne sarde.
L'aspetto è di dischi molto sottili, croccanti e leggeri, che si mantengono
inalterati nel tempo. Fuori dalla Sardegna è conosciuto anche con il nome di
"Carta da musica" (o
"Carta musica"), ma l'origine della
denominazione è incerta. Molta letteratura dedicata sostiene che questo nome sia
stato dato dai "continentali" per il suo rumore durante il consumo. Altra
letteratura specializzata (cfr. A. Molinari Pradelli, "La cucina sarda in 450
ricette tradizionali", Newton & Compton Editori, 2003, pag. 11) sostiene che
anticamente questo pane a dischi veniva arrotolato esattamente come la carta da
musica, in modo da facilitarne il trasporto.
Sebbene gli ingredienti principali siano solo semolato
di grano duro senza estrazione di semola (talvolta, specialmente in
alcune zone, solo semola di grano duro) e acqua,
richiede una lavorazione lunga e difficile, dove esperienza e abili mani fanno
una gran differenza.
INGREDIENTI
kg 5 semolato di grano duro senza estr. di semola
Molino Carbini
kg 2,5 acqua
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LAVORAZIONE
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Fare l'impasto con sola
acqua, fino ad ottenere un aspetto morbido, liscio e
asciutto
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dividere l'impasto in
panetti da 100/200 gr.
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spianare ogni panetto, con
matterello o a mano, in dischi molto sottili, aventi un
diametro di 50 cm ca. e un spessore di 2 mm, quindi farli
fermentare separati uno dall'altro avvolti in teli di lino.
Il tutto deve essere preferibilmente ricoperto a sua volta
da un panno di lana. Lasciarli riposare (e raffreddare) per
alcune ore (almeno 3 ore)
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ogni disco va posto in un
telaio da infornamento, che deve essere spolverato con
semola di grano duro (o semolato di grano duro senza
estrazione di semola), quindi immesso nel forno (che deve
essere già a temperatura molto elevata e a legna) per pochi
minuti. Il momento ideale lo si impara con l'esperienza e
coincide con il momento in cui i dischi assumono l'aspetto
di palloni gonfi.
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i dischi di pane vanno
tolti immediatamente dal forno e quindi se ne devono
ritagliare i bordi (con coltello o forbici), in modo da
avere un disco di pane superiore e uno inferiore.
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i dischi di pane così
ottenuti vanno messi ad infornare una seconda volta, in modo
da essiccarli completamente e dar loro una caratteristica
particolarmente croccante. La pressoché totale assenza di
umidità e di sale permette a questo pane tradizionale di
mantenersi in perfette condizioni per mesi.
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Infine ogni sfoglia di
pane carasau ottenuta viene impilata una sopra l'altra,
ricoperta da un telo di lino (o di cotone) e tenuta pressata
da un disco di legno. In questo modo il pane non si
arriccia.
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